La dinastia Vlastimirović istituì il Principato serbo nell'VIII secolo. Nell’822, i Serbi “abitavano la maggior parte della Dalmazia”, e il Cristianesimo fu adottato come religione di Stato intorno all’870.
A metà del X secolo lo Stato era diventato una confederazione tribale che si estendeva fino alle coste del Mar Adriatico, presso la Narenta, la Sava, la Moravia e Scutari. Nel 1166 Stefan Nemanja salì al trono, segnando l’inizio di un periodo prospero per la Serbia, da quel momento sotto il dominio della dinastia Nemanjić.
Il figlio di Nemanja, Rastko (in seguito canonizzato come San Sava), ottenne l’autocefalia per la Chiesa serba nel 1219 e redasse la più antica costituzione conosciuta, mentre nello stesso periodo Stefano il Primo-Incoronato istituiva il Regno di Serbia.
La Serbia medievale raggiunse il suo apice durante il regno di Stefan Dušan (1331-1355), che approfittò della guerra civile bizantina e raddoppiò le dimensioni dello Stato conquistando territori a sud e a est a spese di Bisanzio, arrivando fino al Peloponneso. Nel 1346 fu incoronato Imperatore dei Serbi e dei Greci.
La Battaglia del Kosovo contro l’ascesa dell’Impero ottomano nel 1389 segna un punto di svolta ed è considerata l’inizio della caduta dello Stato serbo medievale. Le famiglie magnatizie Lazarević e Branković governarono poi il Despotato di Serbia come vassalli (tra il XV e il XVI secolo).
Dopo la caduta di Costantinopoli in mano agli Ottomani nel 1453 e l’Assedio di Belgrado, il Despotato serbo cadde nel 1459 in seguito all’assedio della capitale provvisoria, Smederevo. Già nel 1455, la Serbia centrale era completamente conquistata dall’Impero ottomano. Dopo aver respinto gli attacchi ottomani per oltre 70 anni, Belgrado cadde infine nel 1521, aprendo la strada all’espansione ottomana nell’Europa centrale.
La Voivodina, come parte dell’Impero asburgico, resistette al dominio ottomano fino a ben oltre il XVI secolo.
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