30/07/26

Arte della Guerra Medievale

 

La guerra in epoca medievale


Secondo la visione tradizionale e popolare della guerra in Europa nel Medioevo, i cavalieri dominarono i campi di battaglia nel periodo compreso tra il IX e il XV secolo.

Insossavano corazze di piastre metalliche e si lanciavano alla carica con solide lance, disperdendo, traffigendo a morte e calpestando con i cavalli i soldati di fanteria che incontravano sul proprio cammino, schierandosi in modo compatto e decisivo per la battaglia.

L'epoca dei grandi cavalieri giunse al termine quando la fanteria riacquistò un ruolo prepomderante sul campo di battaglia grazie all'introduzione di nuove armi (armi da fuoco) e di nuove strategie belliche (formazione compatte di picchieri).

La visione tradizionale della cavalleria è dovuta all'arte e alle scarse cronache dell'epoca che, incentrate sulle leggendarie figure di nobili a cavallo, ignoravano i cittadini comuni e i contadini che combattevano a piedi.

Tuttavia, la cocezione che ruotava intorno alla figura del cavaliere e che limitava l'arte della guerra alle prodezze della cavalleria è falsa.

In realtà, in epoca, medievale, le truppe di fanteria furono una componente molto importante in tutti gli eserciti.

Combattevano a mani nude gettandosi nella mischia oppure utilizzavano archi di vario tipo; in seguito impiegarono anche armi da fuoco. Gli interventi della fanteria furono sempre critici e decisivi nell'ambito dell'assedio di castelli o di città fortificate.

Nel Medioevo, le guerre consistevano principalmente in assedi di vario genere, mentre le grandi battaglie a cielo aperto tra eserciti erano piuttosto rare.

Gli eserciti si muovevano come su una scacchiera, compiendo manovre e aggiramenti per conquistare città e castelli di importanza strategica, evitando il più possibile di ingaggiare combattimenti, laddove avrebbero potuto subire ingenti perdite.

In occasione di battaglie campali e di scontri all'ultimo sangue, l'intervento dei cavalieri poteva essere decisivo: la carica di cavalieri protetti da solide armature possedeva una forza d'urto di grande potenza.

Tuttavia, la vittoria andava spesso all'esercito che sapeva sfruttare al meglio le tre componenti a propria disposizione: fanteria, cavalleria e arcieri.

Fattori altrettanto importanti e determinanti, che hanno influenzato le battaglie di tutti i tempi, erano ad esempio l'uso intelligente del campo di battaglia, l'attenzione per il morale delle truppe, l'abilità di comando, la disciplina e le tattiche strategiche.

24/07/26

I Vichinghi (dal 500 al 1100)

 




I Vichinghi (il cui nome significa "uomini del nord") furono l'ultima delle tribù barbare, che i Romani designavano collettivamente come "Germani", a terrorizzare l'Europa.

Partendo dalle loro terre d'origine in Scandinavia, attaccavano improvvisamente dal mare grazie ai potenti "drakkar", le navi così chiamate per le teste di drago intagliate sulla poppa e sulla prua.

Inizialmente compivano saccheggi e razzie, ritirandosi sempre prima che gli avversari fossero in grado di organizzare una seria resistenza armata, ma in seguito si fecero sempre più audaci, fino a occupare e colonizzare zone significative dell'Europa.

I territori originari dei Vichinghi erano Norvegia, Svezia e Danimarca. In seguito, essi controllano, seppur temporaneamente, la maggior parte della costa baltica, buona parte dell'entroterra russo, la Normandia, l'Inghilterra, la Sicilia, i territori meridionali in Italia e alcune zone della Palestina.

Nel 825 giunsero in Islanda, dove erano già tuttavia approdati i monaci irlandesi, e vi si stabilirono nell'875.

Nel 985 colonizzarono la Groenlandia.

Si ritiene che i Vichinghi abbiano raggiunto Terranova ed esplorarono parte del Nord America 500 anni prima del viaggio intrapreso da Colombo.

I Vichinghi dapprima razzionarono e in seguito, nel corso dei secoli VI e VII, si stabilirono sulla costa baltica orientale.

Alla fine dell'VIII secolo compirono lunghe scorrerie lungo il corso dei fiumi dell'attuale Russia, disseminando sul loro percorso una serie di fortezze difensive.

Nel IX secolo si erano impossessati della città di Kiev e nel 907 un esercito composto da 2000 navi e 80.000 uomini attaccò Costantinopoli. Di fronte a una simile minaccia, l'imperatore di Bisanzio propose di "comprare" una promessa di pace, proponendo ai capi vichinghi termini commerciali assai favorevoli.

I Vichinghi colpirono dapprima a ovest, alla fine dell'VIII secolo.

Erano stati preceduti dai Danesi, che avevano attaccato e saccheggiato il famoso monastero situato sull'isola di Lindisfarne sulla costa nordorientale dell'Inghilterra, dando così inizio alle incursioni barbare successive.

La dimensione e la frequenza dei saccheggi compiuti ai danni di Inghilterra, Francia e Germania divennro tali da essere considerati basi per le incursioni successive.

Gli insediamenti vichinghi nella zona nordoccidentale della Francia vennero in seguito definiti Normandia (da "Uomini del Nord") e i suoi abitanti furono chiamati "Normanni".

Nel 865 il grande esercito danese invase l'Inghilterra e la conquista dei territori inglesi proseguì per i due secoli successivi.

Uno degli ultimi sovrani a capo di tutta l'Inghilterra prima del 1066 fu Canuto, che governò contemporaneamente Danimarca e Norvegia.

Nell'871 un'altra potente flotta risalì il corso della Senna per attaccare Parigi.

La città fu assediata per due anni, prima che i Vichinghi venissero offerti una favolosa somma di denaro e il permesso razziare liberamente alcuni territori della Francia occidentale in cambio della libertà di Parigi.

Nel 911 il re francese concesse ai Vichinghi il ducato di Normandia a condizione che si convertissero al cristianesimo e che cessassero ogni saccheggio.

Dal Ducato di Normandia provennero una serie di formidabili guerrieri, tra i quali Guglielmo I, che nel 1066 conquistò l'Inghilterra, Roberto il Guiscardo e la sua famiglia, che strappano la Sicilia agli Arabi tra il 1060 e il 1091, e Baldovino I, sovrano del regno crociato di Gerusalemme.

I saccheggi vichinghi terminarono alla fine del X secolo, Danimarca, Svezia e Norvegia erano diventati regni indipendenti e le migliori energie dei rispettivi sovrani erano dedicate alla gestione e alla prosperità delle proprie terre.

La diffusione della cristianità indebolì progressivamente gli antichi valori dei guerrieri pagani, che si estinsero definitivamente.

Anche i Norvegesi furono assorbiti dalle culture dei paesi conquistati.

Gli invasori e i conquistatori dell'Inghilterra divennero Inglesi, I Normanni divennero Francesi e i Rus divennero Russi.

20/05/26

I Vietnamiti (dal 939 al 1883)

 



Secondo una leggenda del XV secolo, il primo Stato Vietnamita venne fondato nel 2879 a.C. anno in cui Re Hung Vuong unificò le tribù del delta fertile del fiume Rosso nel Vietnam del Nord.

Grazie ai confini naturali delle montagne a nord e del mare a sud, in seguito i diversi Stati furono in grado di difendere la proprio indipendenza per molti secoli.

Nel I secolo a.C., tuttavia, la dinastia cinese Han invase il del del fiume Rosso per rendere più sicuri i propri interessi commerciali. Per oltre un millennio, i Vietnamiti avrebbero vissuto sotto il dominio cinese.

Sebbene i sovrani cinesi cercarono continuamente di imporre la loro cultura e le loro tradizioni nella regione, i loro sforzi conobbero solo un modesto successo. Il popolo vietnamita conservò una sorta di identità pre-cinese, che sfociò in molte rivolte contro il governo centrale.

Quando la dinastia cinese Tang crollò agli inizi del X secolo d.C., i governatori locali ne approfittarono per rivendicare sempre di più la loro indipendenza.

Nel 938, il generale Ngô Quyền respinse l'ultima invasione cinese e si autoproclamò re del regno vietnamita, conosciuto come Đại Việt.

Nei secoli dopo, le dinastie vietnamite succesive non solo riuscirono a resistere a nuove invasioni cinesi, ma anche ad espandere l'impero verso sud, territorio dei Cham. Furono tre potenti dinastie che giocarono un ruolo molto importante durante il Medioevo.

Nel 1009 Lý Công Uẩn, un ex orfano del tempio e comandante delle guardie del palazzo, fondò la dinastia Lý (1009-1225) gettò le basi per un potente Dai Viet grazie allo sviluppo di un'amministrazione centrale organizzata.

Adottando il modello cinese alle proprie necessità, gli imperatori Ly stabilirono l'Accademia Imperiale in cui tutti i nobili e i burocrati venivano educati al confucianesimo. Inoltre, la dinastia Ly promosse il buddhismo a religione di stato e migliorò la rete di irrigazione.

Agli imperatori della dinastia Ly succedettero quelli della dinastia Tran (1225-1400).

In questo periodo, la cultura vietnamita conobbe un'epoca d'oro: 

  • Si svilupparono il teatro e la letteratura in lingua vietnamita;
  • Furono introdotte molte innovazioni, come le banconote e nuovi medicinali.
Ciò nonostante, i Tran erano famosi soprattutto per le proprie abilità militari. Nel 1257, 1284 e 1287, respinsero con successo le armate mongole di Kublai Khan grazie ad un uso intelligente del terreno e di tattiche di guerriglia.

Nel XIV secolo, spinti da uno sviluppo sia economico che demografico, i vietnamiti condussero una campagna contro il regno di Champa per estendere il proprio impero, ma alla fine fallirono le conquiste dell'intero territorio.

I Tran sostenevano un'armata specializzata composta da fanti e arcieri, ma ne ridusse i costi trasferendo le truppe in campi di addestramento in tempi di pace. Dal 1390 i vietnamiti ricorsero anche all'uso della polvere da sparo proveniente dalla Cina.

Dopo che la dinastia Ho (1400-1407) depose gli imperatori della dinastia Tran, la Cina dei Ming lanciò un attacco con il pretesto di voler riportare sul trono la dinastia Tran.

Seguirono due decenni di rigido dominio cinese, finché Lê Lợi, figlio di un capo villaggio locale, diede inizio a una rivolta nel 1418. Dopo dieci anni, il Dai Viet tornò indipendente grazie alle sconfitte dei governatori Ming ad opera di Lê Lợi.

Durante la dinastia Lê (1428-1788), il paese adottò il confucianesimo come religione principale e il sistema di leggi venne rimodellato secondo il modello cinese.

Sotto l'imperatore Lê Thánh Tông (1460-1797), Dai Viet conobbe un'altra epoca d'oro:

  • Il sovrano rimise in piedi la produzione agricola;
  • Modificò il sistema di tasse;
  • Riorganizzò l'amministrazione.

Nel 1471, l'imperatore riuscì lì dove aveva fallito la dinastia Tran: sconfisse il Regno Champa.

Alla morte di Lê Thánh Tông, la dinastia rimase al potere per la maggior parte dell'era moderna dividendo la più longeva nella storia del Vietnam.

13/05/26

I Turchi (dal 1030 in avanti)

 



Il nome "Turco" si riferisce a due diverse etnie musulmane del Medio Oriente: dapprima il termine venne applicato ai Selgiuchi e in seguito agli Ottomani.

I Selugiuchi erano nomadi provenienti dalla regione delle steppe vicino al Mar Caspio che si convertirono all'islam intorno al X secolo.

Circa 70.000 turchi selgiuchidi entrarono come mercenari nei ranghi dell'esercito islamico al servizio del califfo di Baghdad.

Questi mercenari si convertirono alla dottrina sunnita dell'Islam. Nel 1055 furono la vera forza alle spalle del califfo di Baghdad e iniziarono a estendere il loro potere.

I capi selgiuchidi assunsero il titolo di "sultano", "cioè colui che detiene il potere", nel XII secolo arrivarono a controllare la maggior parte dei territori dell'Anatolia (sottratti ai Bizantini), la Palestina, i territori intorno al Golfo Persico, le città sante arabe e si spinsero fino a Samarcanda, agli estremi confini orientali.

Nel 1071 i Selgiuchi riportarono una splendida vittoria sull'esercito bizantino a Malazgrit, nell'attuale Turchia, che estese l'occupazione turca a quasi tutta l'Anatolia. All'incirca nello stesso periodo, l'esercito turco conquistò Gerusalemme, strappandola dalle mani dei sovrani egiziani.

Questi due avvenimenti scossero profondamente il mondo bizantino, il papato e gli europei cristiani, che dinanzi alla minaccia turca risposero con le crociate, protrattesi poi per 200 anni.

I Selgiuchi furono sconfitti in una serie di reiterate battaglie con i crociati, sebbene alla fine riuscirono a riconquistare il controllo della Palestina; inoltre vennero contemporaneamente minacciati dalle attività degli Assassini, una setta eretica islamica.

In ambito interno, il mondo islamico si avviò verso un periodo di introspezione, grazie alla diffusione del misticismo Sufi.

Nel corso di questo periodo di debolezza e vulnerabilità, i Turchi subirono inaspettatamente l'attacco dei Mongoli, che segnò la loro disfatta completa. Baghdad fu conquistata dagli invasori nel 1258 e l'impero selgiuchide si disgregò.

Le popolazioni islamiche dell'Anatolia (l'attuale Turchia, in Asia Minore) furono unificate all'inizioe del XIV secolo sotto il sultano Osman I e in suo onore presero il nome di "Osmanli" o "Ottomani".

Gli Ottomani intrapresero una "jihad" contro l'impero bizantino, prossimo alla disgregazione, e condussero una campagna intorno a Costantinopoli nei Balcani e in Grecia.

Nel 1389 i Serbi furono sconfitti. Nel 1396 anche un esercito crociato proveniente dall'Ungheria fu battutto. I successi ottomani vennero temporaneamente interrotti dai Mongoli di Tamerlano, che proseguirono nella loro avanzata, dando così agli Ottomani la possibilità di ricostruire il proprio esercito.

Infine, il 29 maggio 1453, il sultano Mehmed II, detto "il Conquistatore", riuscì a invadere e a vincere Costantinopoli. Le possenti mura di cinta della città furono tempestate dai colpi di settanta cannoni per otto settimane, dopo le quali 15.000 giannizzeri sferrarono l'attacco finale.

Sulla scia del successo di Costantinopoli, gli Ottomani si spinsero verso l'Europa minacciando le popolazioni con una sorta di contro-crociata; vennero però fermati dall'esercito ungherese a Belgrado nel 1456.

Gli attacchi turchi contro Vienna furono respinti nel 1529 e di nuovo nel 1683. All'apice della sua espansione, nel XVI secolo, l'impero ottomano si estendeva in Europa fino a Budapest e Odessa, occupava tutta la Grecia e i Balcani, i territori che circondavano il Mar Nero, l'Asia Minore, il Levante, l'Arabia, l'Egitto e la maggior parte dei territori del Nord Africa.

L'impero turco continuò a essere una potenza significativa fino allo scoppio della prima guerra mondiale nel XX secolo.

23/11/25

I Serbi (dal 626 in poi)




La dinastia Vlastimirović istituì il Principato serbo nell'VIII secolo. Nell’822, i Serbi “abitavano la maggior parte della Dalmazia”, e il Cristianesimo fu adottato come religione di Stato intorno all’870.


A metà del X secolo lo Stato era diventato una confederazione tribale che si estendeva fino alle coste del Mar Adriatico, presso la Narenta, la Sava, la Moravia e Scutari. Nel 1166 Stefan Nemanja salì al trono, segnando l’inizio di un periodo prospero per la Serbia, da quel momento sotto il dominio della dinastia Nemanjić.


Il figlio di Nemanja, Rastko (in seguito canonizzato come San Sava), ottenne l’autocefalia per la Chiesa serba nel 1219 e redasse la più antica costituzione conosciuta, mentre nello stesso periodo Stefano il Primo-Incoronato istituiva il Regno di Serbia.


La Serbia medievale raggiunse il suo apice durante il regno di Stefan Dušan (1331-1355), che approfittò della guerra civile bizantina e raddoppiò le dimensioni dello Stato conquistando territori a sud e a est a spese di Bisanzio, arrivando fino al Peloponneso. Nel 1346 fu incoronato Imperatore dei Serbi e dei Greci.


La Battaglia del Kosovo contro l’ascesa dell’Impero ottomano nel 1389 segna un punto di svolta ed è considerata l’inizio della caduta dello Stato serbo medievale. Le famiglie magnatizie Lazarević e Branković governarono poi il Despotato di Serbia come vassalli (tra il XV e il XVI secolo).


Dopo la caduta di Costantinopoli in mano agli Ottomani nel 1453 e l’Assedio di Belgrado, il Despotato serbo cadde nel 1459 in seguito all’assedio della capitale provvisoria, Smederevo. Già nel 1455, la Serbia centrale era completamente conquistata dall’Impero ottomano. Dopo aver respinto gli attacchi ottomani per oltre 70 anni, Belgrado cadde infine nel 1521, aprendo la strada all’espansione ottomana nell’Europa centrale.

La Voivodina, come parte dell’Impero asburgico, resistette al dominio ottomano fino a ben oltre il XVI secolo.

15/10/25

I Teutoni (dal 919 al 1250)

 


Le origini della Germania risalgono all'incoronazione di Carlo Magno a imperatore del Sacro Romano Impero nell'800.

Alla sua morte, l'impero venne diviso in tre parti che gradualmente si unirono in due territori principali:

  • il regno dei Franchi a occidente, la futura Francia;
  • il regno orientale che divenne l'attuale Germania.
Il titolo di Imperatore del Sacro Romano Impero venne tramandato agli eredi di Carlo Magno fino al X secolo, quando la linea di discendenza si estinse.

Nel 919 Enrico Duca di Sassonia, fu eletto sovrano di Germania dal consesso dagli altri duchi. Il figlio Ottone divenne imperatore nel 962.

Il Sacro Romano Impero controllato da Ottone I si estendeva a nord sulla pianura tedesca e a sud attraverso quelle che oggi sono le nazioni di Svizzera, Austria e Italia settentrionale.

Fin dall'inizio, l'imperatore si trovò a fronteggiare il problema di controllare due diverse regioni, Germania e Italia, separate dalle Alpi.

Il successo iniziale del Sacro Romano Impero privilegiò permise lo sviluppo delle principali province, Germania e Italia.

Il popolo dei Germani viveva ancora in condizioni barbarie, dal momento che era stato conquistato da Carlo Magno solo un secolo prima e beneficiò quindi enormemente della cultura, della tecnologia e del commercio italiani.

Gli Italiani accolsero favorevolmente la relativa pace e stabilità che l'impero sembrava garantire, poiché negli ultimi 500 anni il paese aveva subìto ripetute invasioni.

Inoltre, la protezione dell'impero difendeva il papato e permetteva alle città stato di svilupparsi e prosperare.

Gli eserciti imperiali furono composti in parte dai fittavoli dei territori della chiesa assertivi all'imperatore.

Un secondo importante contingente fu rappresentato dai "ministeriali", un corpo di servi addestrati ed equipaggiati come cavalieri, che non erano però uomini liberi.

Questo corpo veniva impiegato per sedare le rivolte o le interferenze suscitate da nobili contadini oppure a scopo difensivo per arginare le razzie dei Vichinghi a nord e gli attacchi dei Magiari a est.

Poiché il territorio della Germania continuava a essere costituito da una serie di principati in competizione l'uno con l'altro, i guerrieri germani acquistarono un'abilità eccezionale.

I più famosi guerrieri tedeschi furono i Cavalieri Teutonici, un ordine religioso di guerrieri che traeva ispirazione dalle crociate.

I Cavalieri Teutonici diffusero il cristianesimo nella regione baltica con le conquiste di cui furono protagonisti, ma furono fermati da Alessandro Nevsky nel corso della battaglia che si svolse in prossimità del lago ghiacciato di Peipus.

Il conflitto tra imperatori e chiesa sull'investitura dei vescovi indebolì il potere imperiale sia in Italia che in Germania.

L'imperatore ricevette più volte la scomunica temporanea e si pose in lotta aperta nei confronti di Roma, ma la sua autorità venne meno.

I principi locali tedeschi rafforzarono la loro posizione e i loro possedimenti e respinsero gli attacchi dei Vichinghi senza interferenza o aiuto da parte dell'imperatore.

In Italia le città stato insorte si organizzarono nella Lega Lombarda, rifiutandosi di riconoscere l'autorità imperiale.

Il potere politico in Germania e in Italia oscillava costantemente tra l'imperatore e i principi o le città locali.

I "ministeriali" si ribellarono, assumendo il controllo delle città e dei castelli in cui avevano le proprie guarnigioni e si proclamarono uomini liberi.

Nel disperato tentativo di riconquistare l'Italia, ai principi in Germania furono accordate ulteriori concessioni.

Nella metà del XIII secolo il Sacro Romano Impero esisteva ormai solo nominalmente. Il trono rimase vacante per vent'anni: i principi tedeschi erano esclusivamente preoccupati dalla cura dei propri possedimenti, mentre le città stato italiane non volevano un sovrano tedesco ed erano sufficientemente forti per difendersi in modo autonomo.

I successivi imperatori nel corso dell'epoca medievale furono eletti dai principi tedeschi ma esercitarono una sovranità rappresentativa, controllando quasi esclusivamente le proprietà e i beni di famiglia.

Nei secoli successivi, la Germania rimase una nazione di secondaria importanza nel quadro degli avvenimenti europei.

26/05/25

Gli Spagnoli (dal 712)

 


La storia della Spagna medievale si può suddividere in tre capitoli fondamentali:

  • la creazione del regno visigoto di Spagna;
  • la Spagna moresca e la Reconquista, cioè il riscatto della popolazione cristiana di Spagna.
La penisola iberica costituiva una sorta di appendice dell'Impero Romano e fu abbandonata al suo destino perché impossibile da difendere dalle invasioni barbariche che arrivavano a devastare la stessa Roma.

Gran parte della Spagna fu dunque occupata dai Visigoti, che calavano dalle pianure sudoccidentali dell'odierna Russia, spinti a loro volta dagli Unni che giungevano da est.

I Visigoti si convertirono al cristianesimo e si stabilirono per diversi secoli nella regione centrale della Spagna

Quando nel VIII secolo, nel corso di una lunga guerra civile, una delle fazioni dei Visigoti chiamò in proprio aiuto contro il re i Musulmani dell'Africa del Nord, attraverso lo Stretto di Gibilterra si aprì un varco all'espansione araba in Europa.

Nel giro di 50 anni, i Mori occuparono la maggior parte della penisola e solo piccole aree nelle regioni montuose del nord rimasero fuori dal loro controllo.

Sotto il governo dei Mori, la Spagna divenne rapidamente sede di una delle più avanzate civiltà europee di tutto il Medio Evo. Godette di una certa pace e poté prosperare grazie alle ottime tecniche agricole, al commercio e ad altre attività produttive, beneficiando inoltre dalla vasta cultura dei mussulmani.

Cordoba divenne la più grande e sofisticata città europea dopo Costantinopoli, grazie a una popolazione di ben 500.000 abitanti, agli splendidi edifici, all'arte raffinata che produceva, all'immensa biblioteca e alla sua fama come centro di studi.

Questo periodo di pace e prosperità fu spazzato via dalle lotte intestine: i vari governatori locali entrarono in lotta gli uni contro gli altri per assumere il dominio sugli altri.

Come se ciò non bastasse, arrivarono attacchi all'esterno, sia da parte dei Cristiani, a nord, sia da parte di altri Mori del Nord Africa.

A metà del XIII secolo la Spagna moresca era ormai ridotta a n solo regno, che aveva la sua capitale a Granada. Sebbene fossero spesso in combattimento l'uno contro l'altro, i regni cristiani a nord conquistarono sempre più potere e territori a spese dei Mori.

Il Portogallo ebbe la forza di affrancarsi e di creare un regno indipendente.

I Mori di Granada resistettero per diversi secoli, grazie ai tributi che versavano ai Cristiani dei regni più settentrionali ma anche grazie a un'abile politica diplomatica che riusciva a portare alla luce i contrasti tra gli avversari.

Tuttavia nel 1496, con il matrimonio di Isabella I di Castiglia e Ferdinando II di Aragona, i due principali regni cristiani si riunificarono: era la fine della Spagna moresca.

La Spagna medievale era ricca di contraddizioni. Si caratterizzò soprattutto per il coacervo di popoli che formavano il suo tessuto sociale: la sua cultura era il risultato di influssi latini e mediterranei, ebrei, cristiani, arabi e mussulmani.

Nello stesso tempo, tuttavia, si ebbero anche profondi contrasti, che a volte sfociarono in violenti scontri. E quando culture tanto diverse si scontrarono, spesso i risultati sono tragici.

La riconquista durò otto secoli, trovando un fedele riflesso nelle Crociate in Terrasanta e lasciando in eredità una sempre più esacerbata intolleranza.

I guerrieri cristiani che respinsero i Mori si guadagnarono la fama di essere tra i migliori di tutta Europa.

Granada cadde sotto i colpi dei congiunti regni di Aragona e Castiglia all'inizio del 1492. Anno da non dimenticare, anche perché, con l'avvallo della regina Isabella, Cristoforo Colombo fece vela nell'Atlantico per il viaggio che doveva portare a conoscenza dell'Europa intera un nuovo mondo e i suoi abitanti.